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Il Lupo Italiano
Il Lupo Italiano
Molte sono le razze che vengono
utilizzate per l’attività di ricerca nell’ambito della protezione
civile (ad esempio Pastore Tedesco, Pastore Belga, Labrador, Golden
Retriever), e più in generale si può comunque affermare che
qualsiasi cane con buone doti olfattive, anche se meticcio, può
diventare un eccellente cane da ricerca; il fattore discriminante
nella selezione non deve infatti essere la razza, ma piuttosto
l’attitudine del singolo cane alle attività di ricerca unitamente al
suo desiderio di lavorare.
Le uniche limitazioni legate alla
razza sono quelle relative alla struttura fisica del cane, quali ad
esempio una corta canna nasale, una bassa statura, o zampe
eccessivamente corte, fattori che rendono estremamente difficoltose
le attività di ricerca sia in ambiente boschivo che in ambiente
urbano. In questa pagina vorremmo tuttavia parlare in particolare di
una singola razza, che sta purtroppo rischiando di scomparire ed a
favore della cui sopravvivenza sta appassionatamente lottando un
gruppo di appassionati cinofili: si tratta del Lupo Italiano,cane di
origini relativamente recenti (la selezione è iniziata nel 1966),
dotato di un carattere indipendente e fiero, affettuosissimo con
l'uomo, molto forte e affidabile.
È particolarmente adatto al soccorso
in montagna, idoneo, per il grande fiuto, alla ricerca sia di
persone sia di animali dispersi o feriti. Viene utilizzato dal Corpo
forestale dello Stato. Capostipite della razza può essere
considerato un cucciolo maschio (Zorro) nato nel 1966 dall'incrocio
di un pastore tedesco con una delle ultime lupe selvatiche
provenienti dall'Appennino dell'alto Lazio.
A partire dal fortunato incrocio
furono fissate le caratteristiche intermedie cosicché oggi nella
razza coesistono armonicamente le qualità domestiche del cane
accanto alle superiori caratteristiche fisiche e comportamentali del
lupo. In seguito, attraverso una severa programmazione genetica, le
caratteristiche intermedie si sono fissate stabilmente e si sono
trasmesse, in trent'anni, in maniera omogenea e costante. Nel caso
di una razza come questa. nata da apporti genetici importanti da
parte del lupo, è fondamentale che, oltre all'identità morfologica,
ci sia equilibrio nelle caratteristiche psichiche ottenute e
soprattutto che ci sia compatibilità con l'uomo.
In base alla normativa attualmente in
vigore, il Lupo Italiano è considerato un animale tutelato e
protetto e quindi non soggetto a commercializzazione, per motivi di
conservazione genetica (a tal fine di lo Stato Italiano ha istituito
il registro anagrafico ufficiale del Lupo Italiano, la cui gestione
è affidata all’Ente Tutela Lupo Italiano, con decreto del Ministero
dell’Agricoltura e Foreste del 30/03/1988); viene allevato – senza
fini di lucro - dall'Ente Tutela Lupo Italiano (Etli) stesso ed
affidato gratuitamente ad enti, associazioni e persone che si
impegnano ad impiegarlo in soli scopi di protezione civile o
comunque di interesse pubblico.
Il cane di razza Lupo Italiano appare
robusto, resistente alla fatica e dimostra notevole acutezza
sensoriale: qualità che, assieme all'aspetto esteriore, lo
avvicinano al lupo. Traboccante di vivacità, dotato di carattere
fiero ed indipendente, obbedisce per convinzione, mai per
servilismo. È molto affettuoso con le persone con cui vive, alle
quali si affeziona in modo esclusivo; è diffidente verso gli
estranei ed ha uno spiccato senso della proprietà e della difesa
delle persone che gli sono affidate. La sua forza e la potenza della
presa sono straordinarie.
Le caratteristiche di originalità,
omogeneità, costanza ed equilibrio anche sul piano genetico,
morfologico e psichico, ne fanno un caso esemplare nella storia
delle razze e nel rapporto uomo-ambiente. La scienza è riuscita in
un'impresa sensazionale. Ha trasformato, con passione e pazienza, il
nemico dell'uomo per antonomasia, il lupo, in un perfetto compagno
di vita e insostituibile strumento di lavoro.
Standard di razza
• Taglia:
- Maschi da 60 a 70 cm
- Femmine da 58 a 65 cm
• Origine: il lupo Italiano si ricollega geneticamente al
lupo selvatico e, più propriamente alla variante oggi scomparsa
dall’alto Lazio, la quale si differenziava sensibilmente da altre
tipologie.
• Aspetto Generale: nel suo aspetto, nei suoi movimenti, nel
modo in cui osserva e presta attenzione il Lupo Italiano deve
mostrare nelle sue linee e nei suoi atteggiamenti un’inconfondibile
eleganza nobile e selvaggia.
• Caratteristiche psichiche: animale estremamente vivace,
dotato di un carattere indipendente e fiero, con notevole
propensione all’apprendimento, affettuosissimo con l’uomo a cui si
attacca in modo esclusivo, con uno spiccato senso della proprietà e
della difesa delle persone che gli sono affidate, insuperabile
nell’avvistamento.
• Impiego:
- particolarmente adatto al soccorso
in montagna, antivalanga e anticatastrofe, con gran resistenza agli
agenti atmosferici,alla fame e alla sete. Non soggetto alle
congiuntiviti da riverbero sulla neve;
- dotato di grande fiuto, idoneo alla
ricerca sia di persone, sia di animali feriti, di grande utilità
quindi per le guardie forestali, per i guardaparco e per i
guardiacaccia;
- addestrabile a tutti i compiti di
cane da polizia;
- utile in agricoltura e pastorizia
per la difesa del gregge e della mandria dai furti e dagli animali
predatori, sfruttando il suo innato senso del territorio.
• Testa: Asciutta e ben modellata, più importante nel
maschio; muso tipico del lupo, affinato moderatamente verso la
punta; lunghezza della canna nasale (dallo stop alla punta del
tartufo) leggermente inferiore allla lunghezza del cranio; mascella
e mandibole forti; dentatura a forbice, bianchissima e potente;
tartufo, labra, rime palpebrali neri; orecchie medie, portate
prettissime e perfettamente parallele quando l’attenzione è desta,
mobilissime secondo gli umori e i movimenti dell’animale; occhi di
media grandezza, piuttosto obliqui, non sporgenti, mai troppo scuri,
preferibilmente a fondo dorato; espressione intensa e leale; la
testa tipica è inconfondibile.
• Tronco: Robusto, non troppo lungo, torace ben disceso, ben
costruito, formante un profilo sinuoso e particolarmente armonioso
tra le linee della gola, del petto, dello sterno e del ventre; linea
dorso-lombare diritta; groppa non troppo bassa.
• Arti: Perfettamente appiombati, robustissimi ma asciutti,
non devono dare per nulla l’impressione di eccessiva pesantezza; non
troppo angolati i posteriori; l’andatura è sciolta e leggera;
l’animale anche della massima taglia e peso, deve dare sia nel passo
che nel trotto e nel galoppo, che è serrato e veloce, un’impressione
di forza elegante, richiamando l’andatura del lupo selvaggio;
caratteristica la posizione allineata delle orme quando il trotto è
veloce; piede ovale. L’insieme del tronco e degli arti mette in
evidenza la scioltezza e la potenza delle articolazioni e delle
inserzioni con risultati di grande funzionalità a livello dei
movimenti della spalla e dell’anca, La forza d’urto è eccezionale.
• Manto: Grigio, variante segnato, più o meno scuro con fondo
a sfumature diversi da soggetto a soggetto sino al fulvo o beige;
anche con sella scura; gorgiera ben delineata; ventre, arti, specie
nella parte inferiore, interno e posteriore delle cosce più chiari:
grigio o grigio ruggine, fulvo chiaro o beige; frequenti la punta
del muso e coda nero o grigio più scuro e nei soggetti grigi
sottolineature scure degli arti; ammesso anche il mantello nero
uniforme; in ogni tipo di manto è ammessa una piccola macchia bianca
al petto; il mantello non è definitivo fino a che lo sviluppo del
soggetto non è compiuto; inoltre, le variazioni stagionali sono
correnti.
• Pelo: di lunghezza e durezza medie, liscio o alquanto mosso
limitatamente al tronco e alle cosce, più fine e corto su testa e
arti, con folto sottopelo nei soggetti che vivono all’aperto.
• Coda: Piuttosto lunga e ben fornita, ma senza esagerazioni;
tenuta basa e pendente in riposo e all’erta, si eleva con curva
armoniosa e non eccessiva quando l’animale è in agitazione, senza
che il suo asse principale raggiunga mai la verticale; deve essere
portata in modo aggraziato e sciolto.
• Tolleranze:
- mancanza di 2 premolari;
- modesto uncino all’estremità della
coda.
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