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Filariasi
Le filarie colpiscono soprattutto l'apparato cardiocircolatorio
determinando patologie che possono anche avere esito letale. I
parassiti adulti, che si localizzano a livello cardiaco, provocano
un sovraffaticamento del cuore che conseguentemente non è più in
grado di garantire un’efficace circolazione del sangue e la loro
azione ha effetti particolarmente dannosi sui cani da lavoro in
ge-nerale e sui cani da soccorso in particolare, in quanto riduce
drasticamente il loro rendimento a cau-sa anche delle conseguenti
difficoltà respiratorie. La malattia viene diffusa dalle zanzare le
loro punture ed è da considerarsi praticamente endemica nelle zone
palustri, umide o coltivate a riso. Es-sendo la terapia
particolarmente difficile a causa delle possibili ricadute ed a
causa delle lesioni permanenti che possono essere causate dal
parassita all’apparato cardiocircolatorio (il che riduce
drasticamente i benefici derivanti dall’eliminazione del parassita
stesso), è estremamente importante operare a livello preventivo
mediante farmaci filaricidi (da somministrarsi sotto controllo
veterinario), che somministrati nella stagione adatta, impediscono
alle larve di svilupparsi e di diventare parassiti adulti. Il
medicinale può essere somministrato sia mediante un’unica iniezione
che mediante tavolette masticabili da somministrarsi con cadenza
mensile, ed il relativo dosaggio deve essere rapportato al peso del
cane.
Leishmaniosi
La Leishmanioisi è una malattia estremamente
grave, in grado di colpire sia uomini che cani, che viene trasmessa
in Europa da un protozoo appartenente al genere delle Leishmanie ed
il cui vettore è il flebotomo comunemente conosciuto come pappatacio.
A causa del fatto che attualmente non esiste in commercio alcun
vaccino in grado di contrastare questa malattia (sono stati
effettuati e sono tutt'ora in corso diversi studi, ma la soluzione
appare tutt'altro che semplice, dato che i vaccini tradizionali si
basano sulla stimolazione del sistema immuni-tario che, in corso di
leishmaniosi, risulta depresso, costituzionalmente o secondariamente
all'infezione stessa), l’unica strada percorribile è quella della
lotta al flebotomo che ne è il vettore. Per quanto nulla possa
difendere in maniera assoluta i nostri cani dalla puntura di un
insetto infetto, l’adozione di opportune misure profilattiche riesce
a garantire un buon livello di difesa. È possibile reperire in
farmacia numerosi prodotti ad azione repellente, presenti in
commercio sotto forma di pipette, spray o collari; è inoltre
indispensabile, soprattutto nelle zone in cui la malattia è presente
a livello endemico, sottoporre regolarmente la cuccia od il canile a
frequenti trattamenti insetticidi.
Zecche
Le zecche sono vettori estremamente efficienti di un gran numero di
agenti patogeni di varia natura e di neurotossine; queste ultime
possono anche provocare forme di paralisi che possono avere esito
letale per cani di piccola taglia ed anche per l’uomo e la loro
attività nei paesi a clima temperato raggiunge il suo apice nei mesi
tra maggio ed ottobre. L’habitat preferito dalle zecche è
rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa ed arbustiva,
con microclima preferibilmente fresco ed umido, anche se non è raro
il loro riscontro in aree con clima decisamente caldo ed asciutto, e
con vegetazione più rada. Le patologie infettive trasmissibili dalle
zecche che presentano rilevanza epidemiologica in Italia sono la
febbre bottonosa del Mediterraneo, la Borreliosi di Lyme, la febbre
ricorrente da zecche, la tularemia, la meningoencefalite da zecche e
la paralisi da zecche. Al rientro dall’attività addestrativa od
operativa, soprattutto se effettuata in zone potenzialmente
infestate, è importante procedere ad un’accurata ispezione del
cane, per verificare la presenza di zecche e procedere alla loro
immediata rimozione; zecche in diversi stadi del loro ciclo vitale
si posso-no ritrovare principalmente su collo, orecchie, testa,
ascelle e zampe (in special modo tra le dita) ma anche in qualsiasi
altra parte del corpo. Le zecche vanno rimosse afferrandole
saldamente con una pinzetta il più possibile aderente alla cute, ed
effettuando una trazione costante e decisa, ma non brusca, verso
l’alto, con una delicata rota-zione per evitarne la rottura. Le mani
debbono essere protette da guanti o da un fazzoletto durante
l’operazione, per evitare la possibilità di infezione attraverso
piccole lesioni della pelle o di autoinoculazione per via
congiuntivale o orale. Il rostro, che spesso rimane all’interno
della cute, va estratto con un ago sterile. Dopo l’estrazione della
zecca si suggerisce di procedere alla disinfezione della zona
(evitando i disinfettanti che colorano la cute) e l’applicazione di
antibiotici per uso topico. La prevenzione assume quindi un aspetto
particolarmente importante: per quanto riguarda l'ambien-te, le
abitazioni o i canili, è indispensabile un trattamento con sostanze acaricide, e, nelle aree in cui la presenza di zecche è elevata è
consigliabile (a causa della loro resistenza al digiuno assoluto
anche per lunghi periodi di tempo, alla loro capacità di superare
senza difficoltà inverni anche molto rigidi ed alla loro longevità)
la distruzione degli habitat del parassita mediante il fuoco
bruciando erbacce e sterpaglie, mentre per quanto riguarda i cani
sono altrettanto indispensabili trattamenti antizecche, che possono
avvenire con cadenza mensile tramite pipette o mediante collari la
cui efficacia antiparassitaria può arrivare sino a cinque mesi.