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Profilassi stagionale

Filariasi e Leishmaniosi

Maggio Giugno Luglio
Filariasi Filariasi Filariasi
Leishmaniosi Leishmaniosi Leishmaniosi
     
Agosto Settembre Ottobre
Filariasi Filariasi Filariasi
Leishmaniosi Leishmaniosi Leishmaniosi

 

Filariasi

Le filarie colpiscono soprattutto l'apparato cardiocircolatorio determinando patologie che possono anche avere esito letale. I parassiti adulti, che si localizzano a livello cardiaco, provocano un sovraffaticamento del cuore che conseguentemente non è più in grado di garantire un’efficace circolazione del sangue e la loro azione ha effetti particolarmente dannosi sui cani da lavoro in ge-nerale e sui cani da soccorso in particolare, in quanto riduce drasticamente il loro rendimento a cau-sa anche delle conseguenti difficoltà respiratorie. La malattia viene diffusa dalle zanzare le loro punture ed è da considerarsi praticamente endemica nelle zone palustri, umide o coltivate a riso. Es-sendo la terapia particolarmente difficile a causa delle possibili ricadute ed a causa delle lesioni permanenti che possono essere causate dal parassita all’apparato cardiocircolatorio (il che riduce drasticamente i benefici derivanti dall’eliminazione del parassita stesso), è estremamente importante operare a livello preventivo mediante farmaci filaricidi (da somministrarsi sotto controllo veterinario), che somministrati nella stagione adatta, impediscono alle larve di svilupparsi e di diventare parassiti adulti. Il medicinale può essere somministrato sia mediante un’unica iniezione che mediante tavolette masticabili da somministrarsi con cadenza mensile, ed il relativo dosaggio deve essere rapportato al peso del cane.

 

Leishmaniosi

La Leishmanioisi è una malattia estremamente grave, in grado di colpire sia uomini che cani, che viene trasmessa in Europa da un protozoo appartenente al genere delle Leishmanie ed il cui vettore è il flebotomo comunemente conosciuto come pappatacio. A causa del fatto che attualmente non esiste in commercio alcun vaccino in grado di contrastare questa malattia (sono stati effettuati e sono tutt'ora in corso diversi studi, ma la soluzione appare tutt'altro che semplice, dato che i vaccini tradizionali si basano sulla stimolazione del sistema immuni-tario che, in corso di leishmaniosi, risulta depresso, costituzionalmente o secondariamente all'infezione stessa), l’unica strada percorribile è quella della lotta al flebotomo che ne è il vettore. Per quanto nulla possa difendere in maniera assoluta i nostri cani dalla puntura di un insetto infetto, l’adozione di opportune misure profilattiche riesce a garantire un buon livello di difesa. È possibile reperire in farmacia numerosi prodotti ad azione repellente, presenti in commercio sotto forma di pipette, spray o collari; è inoltre indispensabile, soprattutto nelle zone in cui la malattia è presente a livello endemico, sottoporre regolarmente la cuccia od il canile a frequenti trattamenti insetticidi.

 

Zecche

Le zecche sono vettori estremamente efficienti di un gran numero di agenti patogeni di varia natura e di neurotossine; queste ultime possono anche provocare forme di paralisi che possono avere esito letale per cani di piccola taglia ed anche per l’uomo e la loro attività nei paesi a clima temperato raggiunge il suo apice nei mesi tra maggio ed ottobre. L’habitat preferito dalle zecche è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa ed arbustiva, con microclima preferibilmente fresco ed umido, anche se non è raro il loro riscontro in aree con clima decisamente caldo ed asciutto, e con vegetazione più rada. Le patologie infettive trasmissibili dalle zecche che presentano rilevanza epidemiologica in Italia sono la febbre bottonosa del Mediterraneo, la Borreliosi di Lyme, la febbre ricorrente da zecche, la tularemia, la meningoencefalite da zecche e la paralisi da zecche. Al rientro dall’attività addestrativa od operativa, soprattutto se effettuata in zone potenzialmente infestate, è importante procedere ad un’accurata ispezione del cane, per verificare la presenza di zecche e procedere alla loro immediata rimozione; zecche in diversi stadi del loro ciclo vitale si posso-no ritrovare principalmente su collo, orecchie, testa, ascelle e zampe (in special modo tra le dita) ma anche in qualsiasi altra parte del corpo. Le zecche vanno rimosse afferrandole saldamente con una pinzetta il più possibile aderente alla cute, ed effettuando una trazione costante e decisa, ma non brusca, verso l’alto, con una delicata rota-zione per evitarne la rottura. Le mani debbono essere protette da guanti o da un fazzoletto durante l’operazione, per evitare la possibilità di infezione attraverso piccole lesioni della pelle o di autoinoculazione per via congiuntivale o orale. Il rostro, che spesso rimane all’interno della cute, va estratto con un ago sterile. Dopo l’estrazione della zecca si suggerisce di procedere alla disinfezione della zona (evitando i disinfettanti che colorano la cute) e l’applicazione di antibiotici per uso topico. La prevenzione assume quindi un aspetto particolarmente importante: per quanto riguarda l'ambien-te, le abitazioni o i canili, è indispensabile un trattamento con sostanze acaricide, e, nelle aree in cui la presenza di zecche è elevata è consigliabile (a causa della loro resistenza al digiuno assoluto anche per lunghi periodi di tempo, alla loro capacità di superare senza difficoltà inverni anche molto rigidi ed alla loro longevità) la distruzione degli habitat del parassita mediante il fuoco bruciando erbacce e sterpaglie, mentre per quanto riguarda i cani sono altrettanto indispensabili trattamenti antizecche, che possono avvenire con cadenza mensile tramite pipette o mediante collari la cui efficacia antiparassitaria può arrivare sino a cinque mesi.